CORMACK-LEHANE CLASSIFICATION REVISITED

La classificazione di Cormack e Lehane (C-L) viene comunemente utilizzata per descrivere la visione della laringe durante la laringoscopia diretta e quindi rapportarla alla difficoltà di intubazione. In questo articolo gli autori vogliono testare la conoscenza di questa classificazione tra gli anestesisti e rianimatori e come questa viene applicata nella pratica quotidiana.
Lo studio è stato condotto su 120 anestesisti all’Annual Meeting fo the European Society of Anaesthesiologist (ESA) nel 2008; i partecipanti hanno prima risposto ad un questionario a domande aperte inerente la classificazione di Mallampati e di Cormack ed in seguito hanno eseguito la laringoscopia su Manichino (SimMan) in grado di simulare tutti i gradi della scala di Cormack-Lehane. Prima della prova pratica è stato fatto un briefing per uniformare la conoscenza e tutte le laringoscopie sono state eseguite con lama di Macintosh n.3. L’utilizzo del manichino è stato testato da una commissione che ha garantito l’affidabilità del presidio.
I risultati ottenuti sono i seguenti: il 54% è stato in grado di definire correttamente il grado 1 di C-L mentre il 42% il grado 2, il 30% il grado 3 ed infine il 32% il grado 4. Solo 29 partecipanti (33%) hanno definito correttamente tutti e quattro i gradi di C-L.
Gli autori concludono dicendo che la scelta di effettuare lo studio durante l’ESA ha favorito l’eterogeneità del campione analizzato evitando di testare anestesisti rianimatori di un solo ospedale o di una sola regione. Inoltre, onde evitare che la classificazione di C-L venisse inficiata dalla fatica provocata da ripetute laringoscopie, il grado di C-L che i partecipanti dovevano riconoscere era affidato alla casualità. A termine dell’analisi dei risultati ottenuti la scarsa conoscenza della classificazione C-L viene attribuita prima di tutto all’utilizzo improprio di altre scale come quella di Mallampati che nella maggior parte dei casi viene scambiata con quella di C-L.

Dott. Paolo Donato, Dirigente Medico I livello, Centro di Rianimazione, Ospedale Maggiore della Carità, Novara.

http://bja.oxfordjournals.org/

  • Referenza: British Journal of Anaesthesia 2010; 105(2): 220-7

  • Autore: R. Krage, C. van Rijn, D. van Groeningen, S. A. Loer, L.A. Schwarte and P. Shober

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