Dalla letteratura
Journal of Cardiothoracic and Vascular Anesthesia 2009; 23:594-9
Bignami E, Biondi-Zoccai G, Landoni G, Fochi O, Testa V, Sheiban I, Giunta F, Zangrillo A.
Gli anestetici inalatori riducono la mortalità in cardiochirurgia
Oggetto – Anche se una recente meta-analisi ha concluso che gli anestetici inalatori riducono la mortalità postoperatoria dopo cardiochirurgia, l’ipotesi che migliorino l’outcome dei pazienti car-diochirurgici è ancora oggetto di dibattito, ragion per cui gli AA. del presente studio ne hanno vo-luto indagare la validità.
Tipologia dello studio – Attraverso un’indagine longitudinale, condotta su 34.310 interventi di by pass aorto-coronarico eseguiti in Italia, è stato calcolato l’indice di mortalità a parità di rischio per ciascun centro partecipante, valutando se l’impiego degli anestetici inalatori era correlato con la mortalità.
Risultati - Tutti i 64 centri coinvolti hanno fornito i dati richiesti. La mediana della mortalità globale a 30 giorni non corretta per rischio è stata del 2.2% (0.3-8.8), mentre la mortalità a parità di rischio è stata del 1.8% (0.1-7.2). L’analisi a parità di rischio ha appurato che l’utilizzo degli anestetici ina-latori comporta un tasso di mortalità a 30 giorni significativamente più basso (p = 0.035). La ulte-riore suddivisione dei centri in base all’utilizzo o meno degli anestetici inalatori in almeno il 25% dei casi ha fornito risultati ancora più significativi (p = 0.003). Inoltre l’estensione dell’utilizzo in-traoperatorio dell’alogenato riduce ulteriormente il tasso di mortalità (p = 0.022), e ciò è maggior-mente vero con l’isoflurano rispetto agli altri agenti (p = 0.039).
Conclusioni – Dall’esame della casistica raccolta in 64 centri cardiochirurgici italiani si evince che il tasso di mortalità a parità di rischio del bypass aortocoronarico può essere significativamente ri-dotto se l’anestesia viene condotta con gli agenti alogenati.
COMMENTO – Appurata in sede sperimentale, la cardioprotezione esercitata dagli anestetici alo-genati trova conferma in questo studio retrospettivo che ha esaminato una consistente casistica (34.000 casi) di bypass aortocoronarici eseguiti in 64 centri cardiochirurgici italiani: a parità di fat-tori di rischio, l’indice di mortalità a 30 giorni è significativamente migliore quando l’anestesia è condotta con gli alogenati e quanto più protratto ne è l’impiego intraoperatorio. Rispetto al sevoflu-rano e al desflurano, l’isoflurano assicura un miglior outcome, verosimilmente in virtù di un più marcato effetto coronaro-dilalatatore. Diversi studi hanno dimostrato che gli alogenati migliorano l’outcome anche nei cardiopatici sottoposti a chirurgia non cardiaca, ragion per cui l’ultima versio-ne delle linee guide dell’American College of Cardiology/American Heart Association ne racco-manda l’utilizzo (classe IIA, livello di evidenza B) in tutti i pazienti chirurgici a rischio di infarto miocardico.
Lucia Norgiolini