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La terapia del dolore e cure palliative è legge.

10-03-2010

Esultano i 250 mila pazienti che aspettavano l'approvazione definitiva della legge sulle cure palliative. Anche Giovanni Zaninetta, presidente della Società italiana di Cure palliative, mostra soddisfazione, ma fa notare con rammarico che sono stati bocciati gli emendamenti sui master professionalizzanti per i medici. Al momento sono meno del necessario i medici che si occupano di cure palliative e anche gli hospice sono pochi. Il dolore toglie dignità ai pazienti terminali o cronici per i quali non esiste ancora una cura. La Camera ha votato, all'unanimità, la legge che però, fino alla fine, ha rischiato di restare in alto mare. Il prossimo passo sarà quello di approvare le nuove regole per il biotestamento.
I reparti di cure palliative non ci sono in tutte le Regioni, anche se chi si ammala di tumore o altre patologie dolorose, può contare ovunque su farmaci capaci di aiutare a convivere con il male. Purtroppo però in molte zone d'Italia, oltre a sopportare la malattia si è costretti a subire fitte di dolore costanti, imprigionati in una non-vita.
Grazie a questa legge, i medici possono prescrivere gli oppiacei senza il ricettario speciale. D'ora in poi l'ospedale senza dolore non dovrebbe più essere un privilegio per il malato, ma un diritto. Ogni ricoverato, secondo la legge, verrà monitorato dai medici anche a casa, implementando la rete di cure domiciliari o creandole dal nulla dove queste reti ancora non ci fossero. Le tariffe per queste cure, nel pubblico e nelle strutture convenzionate, dovranno essere omogenee su tutto il territorio nazionale. E' stata anche stanziata una quota fissa di 50 milioni di euro, più 100 milioni di euro inseriti dal 2009 tra gli obiettivi di piano del fondo sanitario nazionale. Una clausola: perché le risorse vengano effettivamente destinate alla cura del dolore, le norme varate ieri prevedono che le Regioni inadempienti non potranno più accedere per l'anno successivo ai finanziamenti.
«Parliamo di una legge importante - commenta Ferruccio Fazio, ministro della Salute - perché riporta il nostro paese ai livelli più alti in Europa, non più il fanalino di coda. Adesso dobbiamo portare avanti l'impegno con il biotestamento», aggiunge Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute. «Questa legge - dice Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari Sociali alla Camera - si propone di realizzare due diritti: la libertà di scegliere il luogo in cui concludere la propria vita e la continuità di cura». che guida la Società italiana cure palliative è soddisfatto ma si rammarica «che gli hospice siano ancora pochi». La Fondazione Maruzza Lefebvre che opera dalla parte dei bambini con dolore: «L'assistenza inadeguata ha costretto tanti minori fino ad oggi a passare lunghi periodi in ospedale. Così, speriamo, sarà possibile tenerli a casa, circondati dalle persone care e dalle loro cose».
  
Fonti
• Corriere della Sera, pag. 24, 25.
• Il Sole 24 Ore, pag. 1, 12, 35.
• Il Messaggero, pag. 12.
 

 

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