Archivio Minerva Anestesiologica
Epidemiology of Nosocomial Infection in 125 Italian Intensive Care Units
Gennaio 2010 - Original Articles
Malacarne P., Boccalatte D., Acquarolo A., Agostini F., Anghileri A., Giardino M., Giudi
EPIDEMIOLOGIA DELLE INFEZIONI NOSOCOMIALI IN 125 TERAPIE INTENSIVE ITALIANE.
Autori: P. Malacarne, D. Boccalatte, A. Acquarolo, F. Agostini, A. Anghileri, M. Giardino, D. Giudici, M. Langer, S. Livigni, E. Nascimben, C. Rossi, G. Bertolini
Scopo dello studio: Un programma di sorveglianza continua delle infezioni è stato condotto da GiViTI nelle terapie intensive.
Metodi: E’ uno studio epidemiologico prospettico effettuato in 125 Terapie Intensive italiane. Tutti i pazienti sono stati inclusi nello studio. In aggiunta alle dettagliate notizie cliniche raccolte per ogni paziente, nei casi di infezione all’ammissione in UTI e per il primo episodio di infezione sito-specifica verificatasi durante la degenza, venivano raccolti i seguenti dati: severità all’ammissione, microorganismi e loro spettri di antibiotico-resistenza, episodi multipli e consequenziali nello stesso sito, origine dell’infezione e massima severità raggiunta.
I criteri diagnostici per ogni infezione sono definiti esplicitamente.
Risultati: Un totale di 34472 pazienti sono entrati nello studio. Infezioni all’ammissione erano presenti nel 12.6% dei pazienti, con alti livelli di mortalità in UTI e ospedale (29.4% e 38.7% rispettivamente). In 3148 pazienti sono state riportate una o più infezioni come acquisite in UTI con una incidenza globale di 9.1% e una mortalità in UTI e ospedale di 27.2% e 35.1% rispettivamente.
Eccetto le infezioni legate ai device, la polmonite associata a ventilazione è stata la più frequentemente diagnosticata (8.9/1000 giorni di ventilazione). Batteriemie legate al catetere venoso centrale (CVC) sono state riportate con bassa incidenza (1.9/1000 giorni di CVC). Circa il 20% di 5000 microorganismi isolati sono stati classificati come multi resistenti, il più frequente è stato lo Stafilococco Meticillino resistente.
Conclusioni: Il software “Margherita2” ampliato ad hoc da GiViTI permette la continua sorveglianza delle infezioni nelle UTI italiane, fornendo ogni anno un database ampio ed aggiornato. Per sfruttare questi dati occorrerebbe produrre interventi atti a migliorare la prevenzione delle infezioni e la salute dei pazienti.
Parole chiave: Infezioni crociate, infezioni, epidemiologia, terapia intensiva.