Archivio Minerva Anestesiologica
Anesthetic management of living transplantation
Luglio 2010 - Expert opinion
Feltracco P., Ori C.
Gestione anestesiologica del trapianto di fegato
P. FELTRACCO, C. ORI
Il trapianto di fegato da donatore vivo ha aiutato a alleggerire la carenza refrattaria di trapianti da donatore deceduto. Tuttavia il trapianto da donatore vivo espone i donatori sani a un certo rischio di morbidità e perfino di mortalità. La gestione anestesiologica della chirurgia elettiva di donazione da vivo con un paziente relativamente giovane e sano è apparentemente semplice; ciò nonostante, essa richiede sia conoscenza, sia diligenza da parte dell’anestesista. Alcune preoccupazioni persistono riguardo l’appropriata strategia intraoperatoria di protezione degli organi e circa i potenziali effetti negativi che alcune manovre chirurgiche possono comportare sulla funzione del trapianto. Tra le altre cose, anche quando molta attenzione è posta nel mantenere l’omeostasi cardiorespiratoria e metabolica durante l’operazione, prevenendo perdite ematiche, preservando la funzione renale, e assicurando un’adeguata analgesia postoperatoria, queste procedure non sono completamente prive dei rischi maggiori correlati all’anestesia e alla chirurgia. Uno sforzo massimale deve essere applicato per minimizzare i rischi perioperatori del donatore, e ogni minima imminente complicazione deve essere prontamente riconosciuta, e un trattamento tempestivo deve essere intrapreso. Alcune considerazioni anestesiologiche riguardanti i trapianti di fegato più frequentemente eseguiti sono brevemente riportate in questo articolo.