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Terza Consensus Conference sulle Gravi Cerebrolesioni Acquisite

09-12-2009

 

Consensus Conference: obiettivi

La particolare complessità delle problematiche di tipo sanitario e sociale poste dalle gravi cerebrolesioni si presta particolarmente ad essere affrontata attraverso la metodologia delle Conferenze di Consenso. Le prime due si svolsero a Modena (nel 2000) e Verona (2005).
Questa terza edizione della Conferenza di Consenso ha lo scopo di definire indicazioni e raccomandazioni sulle condotte riabilitative più adeguate da tenere nella fase di riabilitazione intensiva ospedaliera delle persone colpite da GCA. Obiettivi principali sono: definire criteri di “best practice” nella fase intensiva del processo riabilitativo; migliorare l’appropriatezza clinica e organizzativa degli interventi; ridurre l’eterogeneità di comportamenti, ancor oggi esistente in questo campo.
In vista dell’appuntamento di Salsomaggiore sono stati attivati sette gruppi di lavoro multidisciplinari e interprofessionali, con il compito di approfondire le tematiche più rilevanti della fase riabilitativa intensiva ospedaliera, in modo da facilitare il compito della Giuria che sarà chiamata ad esprimere le raccomandazioni finali, sui nove quesiti già definiti.
E’ stato aperto anche un sito web (www.consensusconferencegca.com) che dà informazioni dettagliate sulla Conferenza e sulle attività preparatorie in corso.

 

GCA: una delle cause principali di disabilità

Per “grave cerebrolesione acquisita” (GCA) si intende un danno cerebrale, dovuto a trauma cranioencefalico o ad altre cause (anossia cerebrale, emorragia, etc.), tale da determinare una condizione di coma, e menomazioni sensomotorie, cognitive o comportamentali, che comportano disabilità grave.
Una persona affetta da grave cerebrolesione acquisita necessita di ricovero ospedaliero per trattamenti rianimatori o neurochirurgici di durata variabile da alcuni giorni ad alcune settimane. In tutta la fase ospedaliera sono necessari interventi medico-riabilitativi di tipo intensivo, anch’essi da effettuare in regime di ricovero ospedaliero, che possono durare da alcune settimane ad alcuni mesi. Nella maggior parte dei casi, dopo la fase di ospedalizzazione, permangono sequele che rendono necessari interventi di carattere sanitario e sociale a lungo termine, volti ad affrontare menomazioni e disabilità persistenti, e difficoltà di reinserimento familiare, sociale, scolastico e lavorativo. Il numero di persone che presentano tali problemi è in costante aumento, tanto che le gravi cerebrolesioni rappresentano una delle cause principali di disabilità fisica, cognitiva, psicologica e una delle più importanti limitazioni alla partecipazione sociale nelle persone in giovane età.
Non esistono dati epidemiologici italiani definitivi, in grado di determinare con certezza le dimensioni del fenomeno, anche se stanno emergendo dati utili dal Registro Nazionale on-line sulle gravi cerebrolesioni, nato nel 2008 da un progetto di ricerca sponsorizzato dal ministero della salute, e gestito presso il Centro Riabilitativo dell’ospedale Don Calabria di Negrar (VR), con registrazione, in un anno, di oltre 1.000 pazienti, ricoverati in 25 Centri Riabilitativi distribuiti sul territorio nazionale. Analizzando i dati che emergono dalla letteratura internazionale sul trauma cranico e da lavori italiani che si riferiscono a circoscritte aree geografiche, si evidenzia una incidenza di 150-300 nuovi casi annui di ricoveri ogni 100.000 abitanti, con gravi traumi in 8,5 su 100.000 individui, la maggior parte dei quali necessitano di un ricovero in reparto di riabilitazione intensiva. Si stima che il numero di pazienti portatori di esiti di grave cerebrolesione non traumatica (di natura emorragica o ischemica e anossica) che accedono a ricoveri riabilitativi sia simile a quella dei traumatizzati  cranici, con previsione di incremento dei bisogni nei prossimi anni.

 

Il partner organizzativo e scientifico
Il Gruppo Santo Stefano, storicamente impegnato nella riabilitazione delle persone con esiti di gravi cerebrolesioni acquisite, si è proposto alla SIMFER quale partner organizzativo/scientifico della 3^ Conferenza Nazionale di Consenso.
A tal fine, attraverso il coinvolgimento del Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato, recentemente entrato nell'orbita del Santo Stefano, il Gruppo ha messo a disposizione le proprie risorse scientifiche, organizzative ed economiche per supportare significativi aspetti dell'evento: dal sostegno all'attività dei gruppi in termini di formazione sulla metodologia e di strumenti di lavoro, alla realizzazione dell'evento finale.

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