Leadership femminile nelle società medico-scientifiche: SIAARTI tra le protagoniste del cambiamento

Pubblicato il January 9, 2026

In Italia, solo il 20% delle società medico-scientifiche è guidato da una donna. Un dato che fotografa una situazione ancora sbilanciata, ma in evoluzione. Tra le voci più autorevoli del cambiamento c’è quella della Prof.ssa Elena Bignami, attuale Presidente SIAARTI, che propone un modello di leadership moderno, inclusivo e basato su competenze trasversali.

SIAARTI non è nuova a questa visione: la Prof.ssa Bignami è la terza donna alla guida della Società, dopo Rosalba Tufano e Flavia Petrini. Un segnale concreto di come la rappresentanza femminile sia già parte della storia e dell’identità SIAARTI.

L’articolo di Cristina Bellon pubblicato da Innlifes approfondisce le sfide e le opportunità della leadership femminile nelle società scientifiche italiane, un tema che ci riguarda da vicino: SIAARTI ha attivato una Policy ufficiale sulla diversità e inclusione e si propone di promuovere modelli di governance equi e rappresentativi.

 

da Innlifes (07.01.2026)

Donne che guidano le società medico-scientifiche in Italia: ancora poche, ma il cambiamento è in atto

 

Solo il 20% circa delle società medico-scientifiche affiliate alla FISM è guidato da una presidente. Il cambiamento è in corso ma servono politiche sociali, formazione e mentoring per garantire pari opportunità e reale valorizzazione del merito. Le opinioni di FISM, SIAARTI e AIDM.

«La donna ha dimostrato di poter essere una leader, anche meglio di un uomo». A dichiararlo è il professor Loreto Gesualdo, presidente della Federazione Italiana Società Medico-Scientifiche (FISM), coordinatore regionale trapianti della Puglia e direttore dell’Unità di nefrologia, dialisi e trapianti del Policlinico di Bari. Con queste parole, Gesualdo commenta il lento ma costante cambiamento in atto nella rappresentanza femminile ai vertici delle società scientifiche italiane.

Oggi sono 47 su 210 le società scientifiche affiliate alla FISM guidate da una presidente: circa il 20%, un dato in crescita rispetto al passato.

«Purtroppo, siamo stati molto maschilisti, non abbiamo valorizzato il ruolo della donna. Oggi invece va messo sullo stesso piano, vinca la meritocrazia» osserva Gesualdo. La sua visione positiva si traduce in un impegno quotidiano a costruire un ambiente più inclusivo e diversificato all’interno della federazione, che ha come obiettivo quello di promuovere la salute e il benessere della popolazione. Secondo Gesualdo, il vero criterio deve restare la meritocrazia, ma servono politiche sociali che aiutino a colmare i gap ancora esistenti, nel pieno rispetto della proporzione di genere.

ADI Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica Barbara Paolini
AICE Associazione Italiana Centri Emofilia Rita Carlotta Santoro
AIDAP Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso Simona Calugi
AIDM Associazione Italiana Donne Medico Concetta Laurentaci
AIMN Associazione Italiana di Medicina Nucleare ed imaging molecolare e terapia Maria Luisa De Rimini
AIMO Associazione Italiana Medici Oculisti Alessandra Balestrazzi
AINR Associazione Italiana di Neuroradiologia Nicoletta Anzalone
AIOLP Associazione Italiana Otorinolaringoiatri Libero Professionisti Orietta Calcinoni
AIRO Accademia Internazionale di Ricerca in Ossigeno Ozono terapia Alessia Marù
CIS Centro Italiano di Sessuologia Maria Cristina Florini
COI-AIOG Cenacolo Odontostomatologico Italiano – Associazione Italiana di Odontoiatria Generale Maria Grazia Cannarozzo
COMLAS Società Scientifica dei Medici Legali delle Aziende Sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale Vincenza Palermo
ECMQ ECM Quality Network Susanna Priore
EMDR Associazione per l’EMDR Carmen Isabel Fernandez Reveles
FASO Federazione delle Associazioni degli Screening Oncologici Silvia Deandrea
FeDerSerd Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e Servizi delle Dipendenze Roberta Balestra
GISCI Gruppo Italiano Screening del Cervicocarcinoma Annarosa Del Mistro
GISeG Gruppo Italiano Salute e Genere Anna Maria Moretti
GISMA Gruppo Italiano Screening Mammografico Silvia Deandrea
IRC Italian Resuscitation Council – Gruppo Italiano per la Rianimazione Cardiopolmonare Katya Ranzato
SIAARTI Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva Elena Giovanna Bignami
SIAMS Società Italiana di Andrologia e Medicina della sessualità Linda Vignozzi
SICI Società Italiana di Citologia Antonella Pellegrini
SICOP Società Italiana di Chirurgia Oftalmo-plastica Alessandra di Maria
SID Società Italiana di Diabetologia Raffaella Buzzetti
SIEDP Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica Malgorzata Wasniewska
SIFEL Società Italiana di Foniatria e Logopedia Elisabetta Losi
SIMA Società Italiana di Medicina Antroposofica Maria Luisa Di Summa
SIMIT Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali Cristina Mussini
SIMRI Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili Stefania La Grutta
SINC Società Italiana di Neurofisiologia Clinica Letizia Leocani
SINPE Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo Antonella Lezo
SINPIA Società Italiana di Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza Elisa Fazzi
SINU Società Italiana di Nutrizione Umana Anna Tagliabue
SIPO Società Italiana di Psico-oncologia Angela Piattelli
SIRM Società Italiana di Radiologia Medica Nicoletta Gandolfo
SIRP Società Italiana di Riabilitazione Psicosociale Paola Carozza
SISC Società Italiana per lo Studio delle Cefalee Marina de Tommaso
SISMEC Società Italiana Statistica Medica ed Epidemiologia Clinica Simona Villani
SITE Società Italiana delle talassemie ed emoglobinopatie Raffaella Origa
SOIPA Società Italiana di Parassitologia Laura Rinaldi
SSNV Società scientifica di nutrizione vegetariana Luciana Baroni
SICOA Società Italiana Cardiologia Ospedalità Accreditata Laura Adelaide Dalla Vecchia
SIFES-MR Società Italiana di fertilità e sterilità e di medicina della riproduzione Paola Anserini
SIGO Societa Italiana di Ginecologia ed Ostetricia Elsa Viora
SIGU Società Italiana di Genetica Umana Paola Grammatico
SISA Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione Silvia Migliaccio

Le radici di un disequilibrio storico

Secondo Concetta Laurentaci, presidente dell’Associazione Italiana Donne Medico (AIDM) – una delle società scientifiche più antiche, fondata nel 1921 – e direttrice dell’Unità Percorsi riabilitativi e protesica dell’ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera, «i posti apicali sono ancora molto appannaggio maschile».

E se è vero che oggi la professione medica è sempre più femminilizzata, con una percentuale di donne superiore al 70% nelle fasce più giovani, solo il 15% delle donne occupa ruoli di vertice negli ospedali o nell’università. «La leadership è molto spesso ancora affidata a uomini, mentre le donne, pur presenti in numero maggiore nella base della professione, faticano a salire» spiega.

Alla base di questa diseguaglianza c’è anche la difficoltà di conciliare i carichi familiari con l’impegno richiesto dalle società scientifiche. «Condurre una società scientifica richiede sacrificio: è un secondo lavoro, molto impegnativo, che toglie tempo alla vita personale» racconta Laurentaci. «Le donne spesso si trovano a dover rinunciare a queste opportunità non per mancanza di volontà, ma per necessità».

Leadership è opportunità, non premio alla carriera

Elena Bignami, presidente della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) e professoressa ordinaria all’Università di Parma, propone un approccio innovativo di fronte al retaggio culturale del passato. «Forme di leadership femminili basate sulla resilienza, il confronto, la gentilezza sono meno consuete rispetto a modelli più autoritari e tipicamente maschili. È proprio per questo che serve tempo perché vengano pienamente accettate e valorizzate».

Secondo Bignami la sfida non è solo accedere alla presidenza, ma affrontarne la complessità. «Bisogna acquisire nuove competenze che non sono specifiche del clinico: management, organizzazione e saper delegare. La presidenza di una società scientifica non è un premio alla carriera, ma un incarico che richiede tempo anche personale, capacità di gestire i colleghi in diversi ambiti e abilità nel creare squadra». Nel caso di SIAARTI, una squadra di più di 10mila anestesisti.

E aggiunge: «Non si può essere bravi in tutto, bisogna dirigere l’orchestra con un primo violino dell’anestesia, un primo violino della rianimazione, un primo violino della terapia del dolore, e così via» spiega Bignami. «Occorre fidarsi, delegare, e soprattutto non pensare di suonare tutti gli strumenti da soli». Una visione moderna della leadership, basata su competenze trasversali e sulla capacità di creare sinergie.

La strada per crescere

Laurentaci è d’accordo con il motto delle donne americane del movimento MeToo: Women want all. «Le donne vogliono tutto perché è giusto che abbiano tutto, ovviamente se lavorano e si impegnano per averlo». E sottolinea che per cambiare davvero le cose serve una cultura del supporto e della formazione. «Dobbiamo favorire il mentoring delle giovani colleghe, soprattutto nei primi anni di carriera, quando le difficoltà sono maggiori nel conciliare lavoro e vita personale. Occorre farle entrare fin da subito nei circuiti scientifici perché è così che ci si fa strada».

Dell’importanza di promuovere politiche di mentoring e sponsorship per le donne in ambito professionale e un cambiamento culturale al fine di supportarne attivamente l’accesso a ruoli di leadership abbiamo parlato qui.

Dal canto suo, AIDM ha avviato diverse iniziative in questa direzione: sessioni congressuali per le socie under 40, borse di studio per il master di secondo livello in medicina di genere, e una proposta per introdurre nei corsi universitari lezioni specifiche, per ogni ambito fisiologico e patologico, sulla medicina di genere. «In questo modo potremo garantire quell’equità di cura che, purtroppo, oggi non è ancora pienamente raggiunta e nuove opportunità professionali» conclude.

Keypoints

  • La FISM conta oggi 47 donne alla presidenza su 210 società affiliate.
  • Il divario di genere nei ruoli apicali è ancora marcato, soprattutto in ambito ospedaliero e accademico.
  • Le difficoltà di conciliare lavoro e vita privata ostacolano l’accesso delle donne alla leadership.
  • Società come AIDM promuovono attivamente mentoring, formazione e valorizzazione delle giovani professioniste.
  • Modelli di leadership inclusivi, basati su competenze trasversali e capacità relazionali, stanno emergendo nel panorama medico-scientifico italiano.
  • Per colmare il gap servono politiche sociali efficaci e un impegno costante per garantire pari opportunità e valorizzazione del merito.