
World Anemia Awareness Day 2026 | Il sangue è come l’acqua: una risorsa preziosa per la sicurezza del paziente

L’anemia è una delle condizioni cliniche più diffuse a livello globale e rappresenta un problema di sanità pubblica di enorme rilevanza. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, colpisce in modo particolare i bambini sotto i cinque anni e le donne in gravidanza. Tuttavia, il suo impatto non si limita alle fasce più fragili della popolazione generale: l’anemia è uno degli elementi che determinano la sicurezza del paziente, soprattutto in ambito perioperatorio.
Dal punto di vista fisiopatologico, la condizione di anemia riduce la capacità del sangue di trasportare ossigeno ai tessuti. In un paziente chirurgico questo si traduce in una maggiore vulnerabilità all’ipossia, in un aumentato rischio di complicanze cardiovascolari, in tempi di recupero più lunghi e in una maggiore probabilità di eventi avversi, inclusa la mortalità.
I dati globali sono chiari: fino al 75% dei pazienti sottoposti a intervento chirurgico presenta anemia preoperatoria e una quota significativa, stimata tra il 30 e il 40%, non viene diagnosticata correttamente. La mancata o tardiva identificazione dell’anemia comporta una preparazione inadeguata del paziente e spesso determina un maggiore ricorso all’emotrasfusione in urgenza, con un impatto negativo sugli esiti clinici e sui costi sanitari. È noto, inoltre, che la combinazione di anemia e trasfusione aumenta ulteriormente il rischio di complicanze perioperatorie.
Per questo motivo la gestione dell’anemia è una responsabilità centrale dell’anestesista-rianimatore, chiamato a valutare e rispondere ai cambiamenti fisiologici del paziente nelle fasi pre-, intra- e post-operatorie.
Come l’acqua, il sangue è una risorsa preziosa e limitata. La sua gestione non può essere affidata a risposte automatiche, ma deve basarsi su appropriatezza clinica, personalizzazione e prevenzione.
La prima strategia della sicurezza è la prevenzione. Alcune categorie di persone presentano un rischio maggiore di anemia: donne in età fertile con flussi mestruali abbondanti, persone che seguono regimi alimentari a più basso introito di ferro come vegetariani e vegani, pazienti che per motivi clinici o etici non possono o non desiderano ricevere trasfusioni e vengono sottoposti a interventi chirurgici con elevato rischio di sanguinamento. Identificare e trattare precocemente l’anemia in questi gruppi significa ridurre il rischio perioperatorio e migliorare il risultato di guarigione.
La seconda strategia è la gestione appropriata del sangue. L’emotrasfusione può essere salvavita, ma non è priva di possibili effetti collaterali e non rappresenta l’unica soluzione. La decisione di trasfondere devebasarsi su cut-off di emoglobina personalizzati, tenendo conto dell’età, del contesto clinico e delle condizioni del paziente.
Un ulteriore elemento di sicurezza riguarda la riduzione dei valori di emoglobina in seguito a ripetuti prelievi. Nei pazienti critici, ad esempio, prelievi ematici frequenti e non necessari possono contribuire allo sviluppo o al peggioramento dell’anemia. Anche per questo SIAARTI, attraverso le raccomandazioni Choosing Wisely, promuove un uso razionalizzato degli esami ematologici.
Questi principi sono alla base del Patient Blood Management, un approccio olistico fondato su tre pilastri: ottimizzare il numero di globuli rossi del paziente, ridurre le perdite di sangue e migliorare la tolleranza fisiologica all’anemia come l’invecchiamento. L’obiettivo è migliorare la sicurezza e gli esiti clinici.
In occasione della World Anemia Awareness Day, SIAARTI ribadisce che la diagnosi corretta e tempestiva dell’anemia è una componente essenziale della sicurezza del paziente. Gli anestesisti-rianimatori sono ogni giorno protagonisti silenziosi di questo impegno, traducendo evidenze scientifiche e appropriatezza clinica in cura concreta.
Come l’acqua, il sangue è una risorsa limitata e va gestito con responsabilità. Proteggere il sangue significa proteggere il paziente.
