
Sostenibilità in anestesia: pubblicati i risultati della survey SIAARTI su JAACC
L'83,4% degli anestesisti-rianimatori italiani considera la sostenibilità ambientale "molto importante", ma permangono barriere significative alla sua concreta applicazione: sono questi i dati salienti della survey condotta dal Comitato Sostenibilità e Inclusione di SIAARTI, i cui risultati sono stati pubblicati su JAACC - Journal of Anesthesia, Analgesia and Critical Care.
A partire dalla survey promossa nel giugno 2025 e rivolta a tutti i soci SIAARTI, il gruppo di ricerca ha analizzato le risposte di 459 anestesisti-rianimatori su tutto il territorio nazionale, esplorando conoscenze, attitudini, pratiche e ostacoli percepiti in materia di sostenibilità ambientale.

Lo studio evidenzia un paradosso netto: a fronte di un'elevata sensibilità ambientale dichiarata, il 93,1% dei partecipanti riferisce l'uso sistematico di dispositivi monouso, e solo il 7,4% lavora in reparti dotati di un responsabile della sostenibilità — una cifra ben distante dal 55% rilevato in Australia e Nuova Zelanda. Le principali barriere all'azione risultano essere la mancanza di formazione specifica (76,3%), la resistenza al cambiamento (66,4%) e l'assenza di linee guida operative (54,7%).
L'analisi di cluster ha identificato due profili distinti: la Generazione Esperta (età media 44 anni, n=247) e la Generazione Green (età media 37 anni, n=212). Pur condividendo i valori di fondo, la Generazione Green mostra una maggiore propensione alla pratica sostenibile: predilige più frequentemente la TIVA (71,2% vs 57,5%) e l'anestesia locoregionale (74,1% vs 64%), e fa un uso nettamente superiore di dispositivi riutilizzabili e riciclabili (oltre l'80% contro meno del 20%).

I risultati indicano con chiarezza le direzioni prioritarie di intervento: rafforzare la formazione dedicata, potenziare la leadership istituzionale, accelerare la diffusione delle linee guida esistenti - già elaborate da SIAARTI, ESAIC ed ESICM - e introdurre figure formali di Green Officer nei reparti. La survey pone anche le basi per azioni concrete su mobilità, gestione energetica e riduzione dei dispositivi monouso attraverso valutazioni del ciclo di vita (LCA).
Gli anestesisti-rianimatori italiani mostrano un forte impegno ambientale, ma persistono gap significativi nell'implementazione. Istruzione formale, leadership istituzionale e diffusione delle linee guida sono essenziali per promuovere una pratica anestesiologica e intensivistica davvero sostenibile.
