Accessi vascolari nell’adulto: pubblicate le nuove raccomandazioni ISS

Published on October 21, 2026

Venipuntura ecoguidata, ECG intracavitario, clorexidina, gestione delle infezioni e della trombosi: le indicazioni per chi impianta e gestisce cateteri venosi centrali in ospedale.

È stata pubblicata oggi nel Sistema Nazionale Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità (SNLG-ISS) la Raccomandazione di Buona Pratica Clinico-Assistenziale (RBPCA) “Gestione ospedaliera degli accessi vascolari nel paziente adulto”. Il documento contiene 13 raccomandazioni su 12 quesiti clinici. Si rivolge a medici, infermieri e team ospedalieri che impiantano e gestiscono cateteri venosi centrali.

Chi ha scritto le raccomandazioni?

Le società capofila sono SIAARTI e IVAS (Italian Vascular Access Society). Hanno collaborato:

  • AIIAO, Associazione Italiana Infermieri di Area Oncologica;
  • AIMaC, Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti e amici;
  • AIOM, Associazione Italiana di Oncologia Medica;
  • ANIARTI, Associazione Nazionale Infermieri di Area Critica;
  • ANIMO, Associazione Nazionale Infermieri Medicina;
  • ANIPIO, Società Scientifica Nazionale Infermieri Specialisti nel Rischio Infettivo;
  • CNAI, Consociazione Nazionale Associazioni Infermiere/i;
  • FAVO, Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia;
  • SIMI, Società Italiana di Medicina Interna;
  • SIMPIOS, Società Italiana Multidisciplinare per la Prevenzione delle Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie;
  • SIN, Società Italiana di Nefrologia;
  • SIT, Società Italiana Telemedicina;
  • SITI-ISIC, Società Italiana di Terapia Intensiva.

Il panel riunisce medici e infermieri. Due rappresentanti dei pazienti oncologici, designati da FAVO, hanno partecipato alla revisione esterna. SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) e SIPMeL (Società Italiana di Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio) hanno partecipato alla consultazione pubblica.

Perché servono raccomandazioni sugli accessi vascolari?

I cateteri venosi centrali sono sempre più usati. Li ricevono pazienti oncologici in chemioterapia, malati cronici, pazienti in nutrizione parenterale o in dialisi. Con il loro uso crescono le complicanze, in particolare le infezioni del sangue correlate al catetere (CRBSI). In Italia le pratiche variano molto da un ospedale all’altro.

Quali sono le raccomandazioni forti?

Quattro raccomandazioni sono forti a favore. Si raccomanda la venipuntura ecoguidata in tempo reale al posto delle tecniche basate su reperi anatomici. Si raccomanda l’ECG intracavitario per verificare durante la procedura la posizione della punta dei cateteri a inserzione cervico-toracica o brachiale, in alternativa alla radiografia del torace o alla fluoroscopia. Fanno eccezione i pazienti con fibrillazione atriale o portatori di pacemaker. Per la preparazione della cute all’impianto si raccomanda la clorexidina al 2% in soluzione alcolica (alcol isopropilico al 70%). Sul sito di emergenza si raccomandano dispositivi a rilascio continuo di clorexidina, in aggiunta all’antisepsi cutanea standard.

Una raccomandazione è forte contro il mantenimento del catetere in caso di CRBSI con infezione suppurativa locale, tromboflebite settica, endocardite o batteriemia persistente oltre 72 ore nonostante terapia mirata. Lo stesso vale per le infezioni da Staphylococcus aureus o Candida spp.

Quali sono le raccomandazioni condizionate?

Otto raccomandazioni sono condizionate. Riguardano:

  • l’ecografia con bubble test per verificare la punta dei cateteri a inserzione femorale (FICC);
  • un catetere con diametro esterno non superiore al 33% del diametro interno della vena;
  • la punta in prossimità della giunzione cavo-atriale superiore per PICC e CICC;
  • le emocolture appaiate con tempo differenziale di positività (DTP) per confermare una CRBSI;
  • il prelievo delle emocolture da più lumi, preferibilmente con almeno 10 ml per terreno;
  • la rimozione del catetere entro 24 ore in caso di CRBSI confermata nel paziente stabile;
  • il mantenimento del catetere in caso di trombosi, se è utile, ben posizionato, funzionante e non infetto e se è in corso un’adeguata terapia anticoagulante;
  • il lavaggio con soluzione fisiologica a tecnica pulsante, con volume pari almeno al doppio dello spazio morto.

Come è stato sviluppato il documento?

Il gruppo di lavoro ha seguito il Manuale metodologico RBPCA-GRADE dell’ISS di dicembre 2024. La ricerca bibliografica è stata condotta su PubMed, EMBASE e Scopus fino al 15 marzo 2025. Ogni raccomandazione ha ottenuto almeno l’81,8% di voti favorevoli dal panel. Il documento sarà aggiornato entro tre anni.

La RBPCA completa, con le tabelle delle evidenze e gli allegati, è disponibile sul sito dell’ISS: Leggi la RBPCA “Gestione ospedaliera degli accessi vascolari nel paziente adulto” (ISS)