
Prof. Paolo Pelosi - Il ricordo della sua scuola

Il professor Paolo Pelosi, a Milano nel 1963, brillante studente, si diplomò al Liceo S. Ambrogio di Milano, liceo dei Salesiani dell’opera Don Bosco.
È autore o coautore di 895 pubblicazioni scientifiche con un impact factor di 95 (Scopus).
Caratteristica di Paolo, la sua capacità di superare tutti gli esami e le selezioni con il massimo dei voti, dalla scuola media superiore (60 /60), alla laurea in medicina (1988 – 110/110 e lode) fino alla Specializzazione in Anestesia e Rianimazione (1991).
Fin da studente entrò nel gruppo degli Anestesisti del Policlinico di Milano (Prof G. Damia) e subito diventò parte del gruppo di ricerca guidato da Luciano Gattinoni, partecipando a tutte le attività scientifiche in quel periodo di grande produttività ed innovazione.
Quando Gattinoni si trasferì all’Ospedale San Gerardo di Monza, Paolo lo seguì, assumendo un ruolo ospedaliero dal 1990 al 1993. Tornato a Milano con Luciano Gattinoni, divenne ricercatore universitario.
Nel 1999 vinse il posto di Associato all’Università dell’Insubria (Prof. Chiaranda), dove rimase fino al 2010, anno che lo vide diventare Professore Ordinario a Genova.
Uomo di straordinaria intelligenza, capacità di analisi e grande volontà, il suo curriculum vitae è una grandissima raccolta di successi. Nonostante questo, rimase la persona diretta ed accessibile di sempre, mai prevaricante, sempre disposto al dialogo ed una pacata discussione sui più diversi argomenti.
Mai faceva sfoggio di cultura, ma colto era, anche nelle discipline umanistiche, e si dilettava di suonare il pianoforte.
Si dedicò allo studio della insufficienza respiratoria acuta, ma non solo, esplorando e aprendo nuove vie nella fisiopatologia della ARDS. Divenne Presidente della Società Europea di Anestesia (ESA), poi Presidente del Collegio dei Professori di Anestesia, e infine presidente eletto SIAARTI.
Paolo, sempre modesto e riservato, fu in grado di farsi apprezzare in tutto il mondo, dal Sud America alla Cina, per le sue straordinarie conoscenze e per la sua capacità di intessere collaborazioni scientifiche internazionali nei più diversi aspetti della disciplina, dalla anestesia alla assistenza extracorporea.
Le sue pubblicazioni, svariate centinaia, testimoniano la vastità dei suoi interessi e l’entità delle sue collaborazioni internazionali. Fu veramente ambasciatore della Anestesia e Rianimazione Italiana nel mondo. Grandissima la sua generosità intellettuale: quando aveva un’idea, un’intuizione su un lavoro da intraprendere o su una nuova interpretazione di un fenomeno scientifico, non la teneva nascosta per sé, ma subito ne discuteva con i colleghi. Questa era la base della sua capacità di costruire collaborazioni: la sua straordinaria disponibilità a mettere a disposizione di tutti le sue intuizioni per farne un’opera collettiva, per farne progetti comuni, lo rendeva il ricercatore ideale con cui collaborare. Nella vita cambiò almeno quattro ambienti principali di lavoro, ma la sua produzione non si è mai fermata, sempre alimentata dai tanti progetti attivi in contemporanea in tutti i continenti.
