
Tutela della vita e delle cure sanitarie nelle crisi umanitarie: comunicato sulla situazione sanitaria nel nord della striscia di Gaza
La SIAARTI rappresenta da 90 anni molti medici che, assieme ad altri professionisti della salute, sono in prima linea nella salvaguardia delle vite umane in situazioni di urgenza ed emergenza. Per tale motivo, come già in altre simili circostanze, la SIAARTI sente il dovere di esprimere la sua profonda preoccupazione per la grave situazione sanitaria che si è venuta determinando nel nord nella striscia di Gaza, dove – dopo la messa fuori uso del Kamal Adwan Hospital – non è rimasta operativa alcuna struttura sanitaria maggiore.
La SIAARTI si associa alla recente dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): “L’OMS è sconvolta per il raid di ieri sull’Ospedale Kamal Adwan, che ha messo fuori servizio l’ultima grande struttura sanitaria nel nord di Gaza. Lo smantellamento sistematico del sistema sanitario e l’assedio durato oltre 80 giorni nel nord di Gaza mettono a rischio la vita dei 75.000 palestinesi rimasti nell’area”.[1]
Tale sistematico smantellamento delle strutture sanitarie appare tanto più grave in considerazione della crisi umanitaria in atto (carenza di cibo, acqua potabile, abitazioni) e della stagione inclemente che ha già portato alla morte per ipotermia di alcuni neonati.
Fedele al suo motto “Pro vita contra dolorem semper”, la SIAARTI ribadisce che in ogni circostanza, nulla – neppure eventi come gli efferati crimini perpetrati da Hamas il 7 Ottobre 2023, rispetto ai quali la SIAARTI esprime la più ferma condanna – giustifica la deliberata distruzione di ospedali e strutture sanitarie, privando la popolazione civile di adeguate cure mediche.
La SIAARTI condanna fermamente l’uso dei civili come “scudi umani” da parte delle forze di Hamas, così come l’utilizzo degli ospedali per qualsiasi scopo che non sia strettamente sanitario: una tale inaccettabile politica ha, per di più, già messo in grave pericolo la popolazione inerme e innocente, gli operatori sanitari e le strutture sanitarie.
Ugualmente, la SIAARTI condanna gli attacchi militari indiscriminati delle forze israeliane che hanno colpito troppo spesso la popolazione civile, non risparmiando neppure il personale e le strutture sanitarie. Attaccare e distruggere strutture sanitarie vitali rimane inaccettabile anche quando vi sia il dubbio che esse possano essere usate come copertura dai terroristi: in nessun caso un attacco che comporti la distruzione di strutture sanitarie appare giustificato, viste le gravissime ricadute – in tema di salute e sicurezza – per la popolazione civile.
La SIAARTI ribadisce inoltre il dovere del personale sanitario di curare chiunque giunga alla sua attenzione, senza distinzione di età, sesso, religione o appartenenza politica. In caso di serio e circostanziato sospetto di connivenza con i terroristi, il singolo operatore può essere fermato e sottoposto a equo processo, ma senza mai compromettere lo svolgimento dell’attività sanitaria. Peraltro, maggiore è la forza militare di cui dispone un paese democratico, maggiori sono la responsabilità e l’attenzione cui esso è chiamato nell’esercitarla.
La SIAARTI fa dunque sue le conclusioni della succitata dichiarazione dell’OMS: “Le strutture sanitarie, i professionisti della salute e i pazienti sono sempre intoccabili. Devono essere attivamente protetti e mai attaccati, né utilizzati per scopi militari. I principi di precauzione, distinzione e proporzionalità previsti dal Diritto Umanitario Internazionale sono assoluti e devono essere rispettati sempre”.1
[1] WHO Statement (Dec. 28, 2024): https://www.who.int/news/item/28-12-2024-kamal-adwan-hospital-out-of-service-following-a-raid-today-and-repeated-attacks-since-october.
