Payback dispositivi medici: SIAARTI, un confronto è necessario per il futuro della sanità

Published on March 3, 2025

Negli ultimi anni, il meccanismo del payback sui dispositivi medici ha sollevato una serie di criticità che meritano attenzione, non solo per l’impatto economico sulle aziende coinvolte, ma anche per le possibili ripercussioni sull’intero ecosistema sanitario. La richiesta di restituzione di una parte del fatturato relativo al quadriennio 2015-2018, introdotta in modo retroattivo, sta mettendo a dura prova molte imprese, con il rischio di penalizzare un settore strategico per l’innovazione tecnologica in ambito medico.

Come Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI), guardiamo con preoccupazione a questa situazione. Il comparto dei dispositivi medici è un pilastro fondamentale della sanità moderna, e la sua sostenibilità economica è strettamente legata alla capacità del sistema di evolversi e rispondere alle esigenze cliniche con soluzioni sempre più avanzate. Il rischio è che l’applicazione di questo meccanismo, oltre a creare squilibri tra le diverse Regioni, possa limitare l’accesso a tecnologie cruciali e compromettere la possibilità di sviluppare nuovi strumenti per la pratica clinica.

Ma le conseguenze potrebbero andare oltre. La collaborazione tra società scientifiche come la nostra e le aziende del settore è da sempre un elemento chiave per la crescita della formazione continua, per la realizzazione di progetti di ricerca e per l’organizzazione di eventi e congressi. Senza un adeguato supporto, molte di queste attività potrebbero subire un ridimensionamento, con un impatto negativo sul progresso scientifico e sulla capacità di aggiornamento dei professionisti della salute. Questo scenario rischia di rallentare un processo di innovazione che, oggi più che mai, richiede sinergie sempre più solide tra il mondo accademico, clinico e industriale.

Per questo motivo, SIAARTI auspica che il confronto tra istituzioni, imprese e comunità scientifica possa portare a una soluzione che tuteli il valore della ricerca, della formazione e dello sviluppo tecnologico nel nostro Paese. In attesa del prossimo pronunciamento del TAR del Lazio, previsto nei prossimi giorni, riteniamo fondamentale proseguire il dialogo con tutti gli attori coinvolti per individuare soluzioni sostenibili che permettano alle aziende di continuare a investire nel nostro Paese e di contribuire attivamente all’innovazione nel settore sanitario.