Pubblicato il documento intersocietario sulla somministrazione di emocomponenti ed emoderivati nel setting extraospedaliero

Published on March 26, 2025

SIAARTI ha promosso e coordinato la redazione di un documento intersocietario di Buona Pratica Clinica che fornisce indicazioni operative per l’utilizzo sicuro ed efficace di emocomponenti ed emoderivati in ambito extraospedaliero.

Il documento nasce dalla collaborazione con l’Associazione Nazionale Infermieri di Area Critica (ANIARTI),  il Centro Nazionale Sangue dell’Istituto Superiore di Sanità (CNS),  la Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (SIMEU), la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) e la Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia (SIMTI) e definisce i principi organizzativi e di governance clinica per la gestione di questi trattamenti da parte dei team di soccorso avanzato, nel rispetto della normativa vigente.

Lo shock emorragico è una delle principali cause di morte nei pazienti traumatizzati nel setting extraospedaliero. Nei pazienti con shock traumatico, il controllo precoce dell’emorragia e una rianimazione efficace del volume mediante emocomponenti sono interventi essenziali. Il concetto di “Golden Hour” si riferisce alla breve finestra temporale successiva a una lesione traumatica, considerata cruciale per determinare l’esito del paziente. Tuttavia, diversi studi suggeriscono che questa finestra sia ancora più ristretta, indicando che il tempo ottimale per la rianimazione potrebbe essere rappresentato dai “platinum 10 minutes” per i pazienti affetti da emorragia grave. Quindi, la riduzione dell’intervallo libero da terapia è uno degli obiettivi principali dei sistemi di soccorso. Esso può essere raggiunto, oltre che con le Istruzioni Pre Arrivo (IPA) fornite dalla Centrale Operativa ai cosiddetti Bystander, anche con l’attuazione di misure terapeutiche mirate da parte dei team di soccorso sia di base che avanzato. Tra queste, oltre alle manovre di stop the bleed, ormai è invocato da più parti l’impiego di emocomponenti da parte dei team avanzati multidisciplinari. L’utilizzo di emocomponenti, principalmente emazie concentrate, plasma o concentrato di fibrinogeno, e in alcuni Paesi anche sangue intero a basso titolo, rappresenta ormai uno standard nei sistemi di soccorso anglosassoni e statunitensi. La letteratura ha dimostrato buoni risultati sia in termini di fattibilità, sia di riduzione della mortalità in ambito extraospedaliero. Recentemente, la somministrazione di sangue come parte di un protocollo di Advanced Resuscitative Care extraospedaliero, che include calcio e acido tranexamico, nei pazienti con emorragia grave da traumi penetranti in un contesto urbano ad alta intensità operativa, ha dimostrato un beneficio in termini di sopravvivenza rispetto a coloro che hanno ricevuto cure standard senza l’impiego di emocomponenti ed emoderivati. In Italia dal 2020 sono in corso esperienze di impiego di emocomponenti in ambito extraospedaliero in alcuni Servizi di Elisoccorso (HEMS) di Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia e Puglia. Al di là dell’impatto che ciò avrà sulla mortalità a lungo termine, che è oggetto al momento di studi multicentrici, anche le esperienze italiane stanno dando buoni risultati in fatto di gestione dell’emocomponente e di fattibilità tecnica della trasfusione. Manca però un documento a supporto della creazione di sistemi che prevedano l’uso di emoderivati in ambito extraospedaliero in aderenza alla normativa vigente, con particolare attenzione soprattutto al governo clinico del processo di gestione degli emocomponenti ed emoderivati in questo particolare ambito di lavoro. La realizzazione di tali progetti è spesso percepita dalle istituzioni (ospedali, unità operative) come un processo complesso e rischioso, sia dal punto di vista documentale che medico-legale. Questo documento, frutto della collaborazione tra clinici esperti di medicina intensiva, d’emergenza e trasfusionale, si propone di illustrare le modalità organizzative e i principi di clinical governance che rendono tali progetti non solo attuabili, ma altamente efficaci e raccomandati nel ridurre significativamente il tempo di intervallo libero da terapia.

 

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