Farmaci e sospensione della patente, Natoli (Siaarti): “Un problema per milioni di pazienti”

Published on July 15, 2025

La responsabile nazionale terapia del dolore per l’associazione anestesisti e rianimatori: “Siamo stati convocati al ministero dei Trasporti da Salvini, ecco quali sono le tre categorie di medicine più a rischio”

 

di Rita Bartolomei per Quotidiano nazionale

Roma, 13 luglio 2025 – Farmaci e rischio sospensione della patente con le regole del nuovo codice della strada di Matteo Salvini: a che punto siamo dopo le obiezioni sollevate dalle associazioni scientifiche e dei pazienti? Silvia Natoli, responsabile della medicina del dolore per Siaarti, la Società italiana di anestesia e rianimazione, reduce dalla convocazione di qualche settimana fa al tavolo del ministero, fa questa sintesi: “Non ci sono ancora certezze. Nei mesi scorsi, una circolare ha chiarito le modalità del test. Quello fatto sulla strada è di screening e prevede poi un controllo di secondo livello in ospedale. Inoltre, è previsto che a pronunciarsi sulla sospensione, dopo la conferma della positività, sia un magistrato a cui si può presentare la documentazione sanitaria. Anche se non c'è nessuna indicazione per considerare la prescrizione medica come un’attenuante”.

Dottoressa Natoli, qual è il vostro bilancio, ad oggi?

“Sicuramente non è stato chiarito a fondo come debba comportarsi il paziente ma ci si sta impegnando per capire come risolvere il problema. Ancora non ci sono certezze per nessuno. Neppure il medico sa bene cosa raccomandare. Allo stato attuale, la sola positività a certe sostanze è motivo di sospensione della patente. Naturalmente, tutto questo non può essere lasciato alla libera interpretazione, ci deve essere una regola chiara”.

Quali sono i farmaci nel mirino, considerati illegali dalla normativa?

“Oppiacei, cannabinoidi e benzodiazepine, prima di tutto”.

E quante sono in Italia le persone che li assumono?

“Sugli oppiacei abbiamo dati ufficiali. In un anno due milioni e mezzo di pazienti hanno almeno una prescrizione medica e 400.000-450.000 ne hanno una continuativa. Sulla cannabis i numeri sono meno noti. Gli antidepressivi? Non sono considerati da abuso. Quindi, pur potendo creare potenzialmente alterazioni dello stato psicofisico, di fatto non sono illegali. Mentre lo sono le benzodiazepine, e secondo me, su questi, i numeri di utilizzatori sono molto, molto più alti. Pensiamo banalmente a certe pastiglie che si prendono per dormire”.

I farmaci che possono creare comunque problemi durante la guida?

“Tutti quelli che potenzialmente hanno un'interazione con il sistema nervoso centrale. Ad esempio alcuni antidepressivi, che possono alterare lo stato psicofisico, naturalmente se assunti in quantità eccessive, al di fuori delle prescrizioni mediche. Ma in teoria, a voler essere proprio pignoli, il dolore stesso, e questo è un dato confermato dalla letteratura, altera la capacità di guida. Quindi anche non trattare il dolore potrebbe essere un problema. Così come un paziente diabetico che fa l'insulina potrebbe essere pericoloso”.

Sembra arduo arrivare a una regola.

“È ovvio che l'obiettivo del legislatore è quello di punire gli abusi, spesso i miscugli sono micidiali. Secondo me l'alcol è altrettanto pericoloso. Ma è usato esclusivamente a scopo voluttuario, altre sostanze invece anche sotto controllo medico. E questa categoria non è stata considerata. Alla fine, il concetto è questo. Difficile trovare una regola. Si è parlato della possibilità di arrivare a un patentino, che potrebbe essere una garanzia anche per il poliziotto che sta applicando la norma. Ma, ad oggi, ancora non è stato trovato il modo per risolvere il problema”.