Cambiare subito il Fascicolo Sanitario Elettronico: una priorità Il ruolo della telemedicina al servizio della salute dei cittadini

Apr 30, 2021

Il Covid ha evidenziato i limiti del Sistema Sanitario Nazionale, dovuti ai tagli a finanziamenti e assunzioni negli anni precedenti all’emergenza e all’assenza di organizzazione moderna ed efficiente. Dobbiamo superare questa crisi di sistema e tener conto che essa va oltre il Covid e si manifesterà ulteriormente nei prossimi mesi per il sommarsi delle cronicità post-Covid con le altre cronicità trascurate in questi due anni a seguito dell’emergenza sanitaria. 
Per questo SIT, ANORC, CNR-IRPPS e SIARTI voglio affrontare assieme uno dei problemi tecnici emergenti, ovvero la riforma necessaria e urgentissima del Fascicolo sanitario elettronico (FSE). Così come è il Fascicolo pone molti problemi operativi e quindi occorre ripensarlo. Solo così la Telemedicina potrà essere davvero utile alla salute dei cittadini e delle cittadine. La Telemedicina, con un sistema informativo funzionante e dati di qualità (da qui la necessità della riforma del Fascicolo sanitario elettronico) può abbattere le ospedalizzazioni, anche nelle terapie intensive, in misura rilevante.  

Dichiarazioni: 

Antonio Gaddi, Presidente Società Italiana Telemedicina (SIT): “La telemedicina in Italia è in grado di dare un contributo determinante alla sanità, per ridurre la pressione causata dalla pandemia negli ospedali, per ridurre il rischio di contagio, per rendere più efficiente ed efficace l'assistenza domiciliare alle cronicità. Con i nuovi modelli (matematici, statistici e basati sul machine learning) la telemedicina aprirà nuovi orizzonti nella ricerca clinica e scientifica. Ma per creare una sanità migliore servono informazioni sanitarie fruibili e corrette. L'attuale Fascicolo Sanitario Elettronico non solo non consente di realizzare questi obiettivi, ma non ha ancora dimostrato di essere scevro di possibili effetti indesiderati e rischia di bloccare molti delle progettualità del PNRR. E dunque imperativo reingegnerizzarlo al più presto e superare queste difficoltà paralizzanti”.

Fabrizio L. Ricci, former Director LAVSE-Consiglio Nazionale Ricerche: “Il FSE è lo strumento che deve permettere lo scambio d’informazioni cliniche tra i vari attori (medici, operatori socio-sanitari, cittadini.) per migliorare o meglio facilitare la continuità e la condivisione dell’assistenza socio-sanitaria. Il suo primo e principale uso è quello clinico: oggi è l’uso più difficile da svolgere proprio per le carenze del FSE ormai individuate da associazioni mediche, ricercatori, medici che hanno usato il FSE. L’uso che sembra volersi potenziare sono le indagini epidemiologiche e le attività burocratiche-amministrative (prenotazione, ticket). Chiaramente l’uso del FSE per monitorare lo stato di salute della popolazione si è fondamentale nella pandemia Covid e domani per i no-Covid. A complicare è l’esistenza del FSE e che oggi in Italia vi sono 21 FSE, uno per ogni Regione (in realtà 22 con il FSE jolly della Sogei) per l’autonomia delle Regioni con conseguente diversi contenuti e funzioni, oltre a quelle richieste a livello nazionale. Cosa fare evolvere il FSE? Il FSE va riprogettando operando, tra l’altro: (a) la definizione degli scenari d’uso nel sistema sanitario pubblico e universale, tenendo conto dei modelli organizzativi; (b) la valutazione seria dell’attuale FSE; (c) in maniera partecipata; (d) la realizzazione a livello nazionale e conseguentemente le Regioni  realizzano i collegamenti tra i loro sistemi e FSE nazionale; (e) la qualificazione clinica del documento; (f) l’aumento dei sistemi di codifica: (f) l’inserimento di funzionalità per un uso clinico; (g) il rispetto del diritto di oblio (garante europeo)”.

Flavia Petrini, Presidente Società Italiana Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva – SIAARTI: “La partecipazione di SIAARTI alle azioni promosse dalla SIT è convinta e completa. Gli anestesisti-rianimatori sono per competenza impegnati su percorsi assistenziali ad elevata complessità e da tempo sono consapevoli dell'importanza della telemedicina e della digitalizzazione dei dati. Cogliere l’opportunità del cambiamento offerto dal PNRR può consentire di personalizzare i percorsi terapeutici e l’assistenza, per renderla sostenibile e fruibile alla popolazione italiana, che l’epidemia ha colpito duramente soprattutto fra i più fragili, copatologici e anziani. Come anche emerso dal recentissimo convegno SIAARTI sull'Area Terapia del Dolore e Cure Palliative, a 11 anni dalla Legge 38/2010 le Regioni vivono situazioni drammaticamente disomogenee ed emerge il grande gap fra territorio ed ospedale. Per colmare questo gap le nuove tecnologie digitali sono indispensabili. Loro ruolo è quello di supportare i percorsi con teleconsulto e teleassistenza, ridurre la pressione sulle strutture di ricovero ed in parte anche quella sul personale sanitario. Alla luce di molte proposte avanzate da SIAARTI, sia per la Medicina Perioperatoria, le Reti di Terapia Dolore e Cure Palliative ed a maggior ragione per le Cure Intensive e l’assistenza alle criticità  in emergenza, pandemica inclusa, siamo quindi in prima fila nel sostenere l'importanza di una coalizione tecnico-scientifica per sostenere la corretta e robusta diffusione della telemedicina, anche sostenendo la necessaria riformulazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, che auspichiamo possa essere l'anello di congiunzione nella progettualità digitale fra MMG/PLS e specialisti del SSN”.

Andrea Lisi, Presidente ANORC Professioni: “Il Fascicolo Sanitario Elettronico regolamentato nel lontano 2012 già aveva un’impostazione terminologicamente ambigua e digitalmente (e normativamente) superata e, quindi, oggi in una situazione di emergenza sanitaria sta inevitabilmente rivelando tutta la sua fragilità e inutilità.Un sistema di questo tipo non può non avere un’impostazione nazionale ed europea caratterizzata dal rispetto di alcuni ovvi principi, partendo dalla considerazione che non possiamo più ragionare su documenti ma su dati. Su quei dati a livello centrale vanno garantiti pertanto i principi di interoperabilità, accessibilità, minimizzazione, usabilità, condivisione. Un progetto del genere oggi per poter essere utile va quindi ridisegnato complessivamente, partendo dalla centralità del dato, dalla sua titolarità e utilità, dal punto di vista del paziente e del medico e garantendo naturalmente una applicazione rigorosa del GDPR (a partire dall’art. 25 sulla privacy by design e privacy by default”.

Pierangelo Sottile, Presidente della Commissione Tecnica UNI/CT527 - Informatica Medica UNINFO: “Non possiamo confidare nelle sole attività in corso sul FSE per rispondere alle tante aspettative e temi all’ordine del giorno riguardo al Sistema Sanitario, cioè per gestire un percorso di cura o di prevenzione appropriato e per ottenere una vera condivisione e interoperabilità –anche a livello internazionale- tra tutti gli attori coinvolti dei dati clinici integrati ed “attuali” dei pazienti.
Gli standard emessi dagli enti di normazione italiani (UNI/UNINFO), europei (CEN) e internazionali (ISO) sono lì sia per supportare il processo di reingegnerizzazione del FSE che del Sistema Informativo Sanitario in generale, come delle importanti verticalizzazioni, come la telemedicina”. 

Prof. Francesco Gabbrielli, Direttore Centro Nazionale Telemedicina e Innovazione Tecnologica dell’Istituto Superiore di Sanità: “La telemedicina è reale e il suo impatto positivo sulla qualità, equità, accessibilità e sicurezza dei servizi sanitari, è dimostrato. Tuttavia, affinché si formi un solido sistema italiano di telemedicina è necessario un lavoro coordinato a livello nazionale. Questa evoluzione parte dall'Accordo Stato, Regioni e PA del 17/12/2020 (repert. 215/CSR) grazie all'impegno corale di Istituzioni nazionali e regionali e alla cui elaborazione il Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell'ISS ha dato il supporto scientifico, e ulteriori documenti sono in preparazione. A tale evoluzione serve anche che il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) sia reingegnerizzato per consentirne il migliore uso possibile anche nella pratica medico-assistenziale assumendo le funzioni di piattaforma di interoperabilità dei dati utili per la cura delle persone”.
 


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