
Dieci milioni di italiani vivono col dolore. Dall’8 aprile a Riccione, gli anestesisti-rianimatori si confrontano sulle risposte
Al via l’8 aprile il XXV Congresso ACD SIAARTI – Terapia del Dolore e Cure Palliative: tre giorni di confronto scientifico su farmaci, tecnologie, intelligenza artificiale e cura della persona.
Roma, 1° aprile 2026 – Sono più di dieci milioni gli italiani che convivono ogni giorno con il dolore cronico. Una condizione silenziosa, spesso invisibile, che erode la qualità della vita ben oltre il sintomo fisico. A pochi giorni dall’apertura, il XXV Congresso ACD organizzato dalla Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (SIAARTI) – in programma a Riccione dall’8 al 10 aprile 2026 – si prepara ad accogliere oltre 400 professionisti con iscrizioni ancora aperte. Un appuntamento che quest’anno festeggia la venticinquesima edizione e che porta al centro del dibattito scientifico le grandi domande: come si cura il dolore nel 2026? Cosa può fare la tecnologia? E quanto siamo bravi, come sistema, ad accompagnare chi soffre?
Questa edizione è tra le più dense di novità, proprio perché la disciplina sta attraversando una fase di trasformazione accelerata, tra nuovi farmaci, nuove tecnologie e una crescente attenzione alla persona nella sua interezza. La presidente della Società, la professoressa Elena Bignami, ne sottolinea il valore simbolico oltre che scientifico: «Questa edizione rappresenta un traguardo significativo per la nostra Società e per l’intera comunità di professionisti impegnati quotidianamente nella lotta contro il dolore cronico, indipendentemente dalla sua eziologia».
Negli anni, da appuntamento di nicchia, il Congresso ACD si è trasformato nel principale punto di incontro nazionale per tutti i medici che si occupano di dolore: anestesisti-rianimatori, neurologi, oncologi, palliativisti, medici di base. La professoressa Silvia Natoli, responsabile dell’Area Culturale Dolore e Cure Palliative di SIAARTI e co-responsabile scientifica del congresso, traccia le coordinate del programma: «Il programma esplora le nuove frontiere del dolore cronico, oncologico e non oncologico, con focus su terapie farmacologiche, tecniche interventistiche di ultima generazione, neuromodulazione, medicina rigenerativa e applicazioni dell’intelligenza artificiale nell’ambito della medicina del dolore».
Tra i temi che più caratterizzano questa edizione c’è il ruolo crescente della tecnologia e dell’intelligenza artificiale nella pratica clinica. Non fantascienza: algoritmi già oggi capaci di orientare la scelta terapeutica, analizzare pattern di risposta ai farmaci, migliorare la precisione delle procedure interventistiche. Una sessione dedicata esplorerà lo stato dell’arte – dall’ablazione del nervo basivertebrale alla neuromodulazione – chiedendosi con onestà quanto l’IA stia già cambiando il modo in cui i medici lavorano e quanto invece sia ancora promessa.
Accanto all’intelligenza artificiale, la medicina rigenerativa: nuove terapie per il dolore alla schiena, alle grandi articolazioni e ai tendini, che puntano non solo ad alleviare il sintomo ma a ripristinare il tessuto danneggiato. E poi un fronte inatteso: la relazione tra microbiota intestinale, alimentazione e dolore cronico, un campo di ricerca giovane ma già ricco di implicazioni cliniche.
Il congresso non evita i temi più scottanti. La fibromialgia – una condizione dolorosa diffusa, spesso incompresa e sottodiagnosticata – sarà al centro di una sessione che ne interroga i meccanismi, i limiti diagnostici e l’efficacia delle stimolazioni nervose. La professoressa Natoli spiega l’impostazione scelta: «Abbiamo cercato di garantire un equilibrio tra clinica pratica, innovazione e appropriatezza. Ci saranno spazi dedicati ai giovani specialisti, alla medicina di genere, ai PDTA e all’analgesic stewardship. L’obiettivo è un confronto costruttivo che si proponga di colmare il divario tra formazione e pratica quotidiana».
L’“analgesic stewardship” di cui parla Natoli è un concetto ancora poco diffuso fuori dagli addetti ai lavori: significa usare i farmaci per il dolore – oppioidi inclusi – nel modo più appropriato possibile, evitando sia il sottotrattamento che l’abuso. Sul fronte della cannabis terapeutica, il dibattito è aperto: una sessione in formato “ring” – un confronto strutturato tra posizioni opposte – metterà a confronto chi ne sostiene le opportunità terapeutiche e chi ne mette in discussione l’efficacia reale. Stesso sguardo critico sul dolore femminile: una sessione sulla medicina di genere affronterà le differenze biologiche e cliniche tra uomini e donne nella percezione e nel trattamento del dolore, storicamente sottorappresentate nella ricerca. Alcune delle sessioni più attese riguardano le popolazioni per cui trattare il dolore è particolarmente complesso. Il dolore in gravidanza richiede di bilanciare il benessere della madre con la sicurezza del feto: una sfida quotidiana per i clinici, che il congresso affronta con rigore scientifico e attenzione alle evidenze più recenti. Per i bambini, un workshop intensivo è interamente dedicato al dolore perioperatorio pediatrico: come misurarlo – i piccoli non sempre possono descriverlo – come gestirlo in sala operatoria, come trattarlo dopo l’intervento. E ancora il paziente anziano e quello fragile, per cui le terapie interventistiche pongono interrogativi diversi rispetto all’adulto in buona salute: quanto e quando vale la pena intervenire?
Un congresso che festeggia la venticinquesima edizione non guarda indietro per celebrarsi: guarda avanti per capire dove manca ancora qualcosa. Dove la diagnosi arriva tardi, dove la terapia non raggiunge chi ne ha bisogno, dove il paziente viene lasciato solo con il suo dolore perché il sistema non è ancora abbastanza attrezzato. È questa, in fondo, la ragione per cui oltre quattrocento professionisti si ritroveranno a Riccione.
«Vi invito a partecipare a quello che si preannuncia come un congresso capace di coniugare eccellenza scientifica, innovazione e formazione pratica. Ci aspetta un confronto che può fare davvero la differenza per i nostri pazienti», conclude la presidente Bignami.
Il congresso si tiene al Palariccione – Palazzo dei Congressi di Riccione. L’apertura è fissata per l’8 aprile alle 13:30; i lavori si concludono il 10 aprile alle 14:00. Informazioni e iscrizioni su www.siaarti.it.
