ICARE 2026: online il racconto video dell'evento e le videointerviste!

Published on October 30, 2026

Più di 3.000 partecipanti, 175 sessioni e 330 relatori. Le registrazioni dei lavori saranno disponibili per i soci che hanno partecipato e per i soci premium.

Dal 22 al 24 ottobre 2026 l’Allianz MiCo di Milano ha ospitato ICARE 2026, l’80° congresso nazionale della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI). In attesa delle registrazioni, il video racconta in pochi minuti il congresso: le sessioni scientifiche e le iniziative per chi cura e per i cittadini.

Com’era costruito il programma di ICARE 2026?

Il programma seguiva otto percorsi clinico-organizzativi. Ognuno accompagnava un caso dal soccorso alla dimissione: l’arresto cardiaco in un centro commerciale, l’anziano con la frattura di femore, il bambino con bisogni speciali coinvolto in un incidente. In ogni percorso tornavano quattro temi: sicurezza del paziente, benessere di chi cura, inclusione e sostenibilità. Accanto alle sessioni ci sono state 11 simulazioni ad alta fedeltà e 12 workshop pratici su coagulazione ed ECMO, l’ossigenazione extracorporea a membrana.

La cerimonia inaugurale: oltre i confini della cura

La cerimonia è partita da un anniversario. Il 24 ottobre 1946 fu scattata la prima fotografia della Terra vista dallo spazio, raccontata in video da Amalia Ercoli Finzi, ingegnera aerospaziale del Politecnico di Milano. Il primo congresso degli anestesisti italiani si tenne a Bologna nel 1935: quella di Milano è stata l’80ª edizione. Alberto Zangrillo ha tenuto la lectio magistralis “The End of the Beginning”.

Cosa ha annunciato SIAARTI?

All’Assemblea dei soci la Società ha presentato le iniziative per i cittadini. Da gennaio 2027 i profili Instagram e Facebook di SIAARTI avranno una linea editoriale dedicata ai cittadini. Tra marzo e aprile partirà una newsletter gratuita, con 3-4 campagne di informazione all’anno. La Società ha anche chiesto al Ministero della Salute di dare spazio e concretezza alle proposte sul benessere dei medici.

Un congresso senza carta e senza sprechi

Il programma era solo sull’app Congressi SIAARTI, scaricata oltre mille volte. Con Food for Good il cibo avanzato è diventato 480 pasti, donati a Siticibo della Fondazione Banco Alimentare. Allo spazio di ascolto ICARE RECHARGE sono passati oltre 70 anestesisti-rianimatori.

Quando saranno online le registrazioni?

Le registrazioni delle sessioni saranno disponibili nei prossimi mesi per i soci che hanno partecipato al congresso e per i soci premium, sul sito www.siaarti.it.

Per saperne di più

Il comunicato di lancio di ICARE 2026: prendersi cura di chi cura. Il prossimo congresso nazionale, ICARE 2027, si terrà a Rimini dal 28 al 30 ottobre 2027.

Lo speciale di Adnkronos su ICARE 2026

Grazie alla collaborazione con AdnKronos, possiamo rivivere in uno speciale i momenti salienti dell’evento attraverso una serie di videointerviste e articoli esclusivi, a partire dal video-racconto delle tre giornate congressuali:

Icare 2026, oltre i confini di cura l'80° congresso di anestesisti-rianimatori Siaarti

Oggi a Milano si è aperto Icare 2026, l'80° Congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti). Ottanta è anche il numero di un'altra ricorrenza: sabato 24 ottobre saranno 8 decadi dalla prima fotografia della Terra vista dallo spazio, scattata nel 1946. Da quell'immagine è partita la cerimonia inaugurale, dedicata al tema 'Oltre i confini della cura' e condotta dal giornalista Max Sisto. Il primo congresso della Società degli anestesisti-rianimatori italiani, che allora si chiamava Sia, si tenne a Bologna nel 1935. Da allora non si è svolto tutti gli anni: quella di Milano è infatti l'edizione numero 80. "Dal primo congresso degli anestesisti italiani, nel 1935, a oggi sono cambiati i farmaci e il monitoraggio, fino alle nuove tecnologie: oggi abbiamo un monitoraggio continuo non invasivo e farmaci che permettono al paziente di recuperare in modo veloce e sicuro", ha detto Elena Giovanna Bignami, presidente Siaarti, aprendo i lavori davanti a circa 3mila partecipanti.

Nel 2026 - ricorda la società scientifica in una nota - è stato assegnato il 90% dei contratti di specializzazione in Anestesia e rianimazione, contro l'81% del 2025. "A chi sceglie oggi questa professione va data la possibilità di formarsi e poi di aggiornarsi costantemente, per avere sempre orizzonti e obiettivi e sconfiggere noia, abitudini e paure", ha aggiunto Bignami. Siaarti chiede al ministero della Salute, all'Istituto superiore di sanità e alle direzioni ospedaliere orari di lavoro adeguati e aggiornamento continuo. "Il nostro - ha sottolineato la presidente - è un lavoro usurante e difficile dal punto di vista emotivo: per questo chiediamo anche un percorso di benessere per ogni singolo medico".

La scelta di far partire la cerimonia di apertura dalla prima foto della Terra vista dallo spazio è stata spiegata da Amalia Ercoli Finzi, ingegnera aerospaziale del Politecnico di Milano, che in un videomessaggio ha osservato: "Per la prima volta si è vista la Terra nella sua interezza e nella sua fragilità. La medicina è una scienza che non conosce barriere. Yuri Gagarin, il primo uomo ad andare nello spazio, vedendo la Terra dall'alto disse: 'Da qui non vedo nessun confine'. In medicina non ci sono confini: siamo tutti bisognosi e tutti destinati a essere aiutati dal vostro lavoro". Nell'occasione si è ricordato inoltre che il 24 ottobre 1946, nel razzo V2 partito dalla base di White Sands, nel New Mexico, la cinepresa era nel vano che era stato degli esplosivi.

Particolarmente emozionante il momento dedicato al tema della cura inteso come cambiamento del punto di vista, cioè guardando prima la persona della sua condizione. Su questo è intervenuta Valentina Perniciaro, fondatrice e portavoce della Fondazione Tetrabondi, che dal 2021 lavora contro lo stigma sulla disabilità con progetti di inclusione nelle città, nello sport e nel turismo. Perniciaro ha portato sul palco l'esperienza di una famiglia che vive ogni giorno con una disabilità gravissima e il messaggio della Fondazione: "Non persone speciali, ma persone con bisogni speciali", con la loro storia e il loro diritto alla felicità.

"Per un anestesista-rianimatore fare spazio a un paziente con disabilità significa riprogettare tempi, comunicazione, ambiente e cure attorno ai suoi bisogni, per garantirgli la stessa sicurezza di qualunque altro paziente", ha aggiunto Roberta Monzani, segretario Siaarti. Ad esempio, l'intervento è il primo della lista, il paziente aspetta in una stanza silenziosa con il suo oggetto preferito e il genitore o il caregiver resta con lui fino all’anestesia. "Oggi - ha continuato - mancano percorsi dedicati nei blocchi operatori: spesso l'assistenza si affida alla buona volontà dei singoli più che a protocolli codificati". A tale proposito, negli ultimi mesi Siaarti ha svolto una survey sulla cura dei pazienti con disabilità, i cui risultati sono in un articolo scientifico in revisione.

Alberto Zangrillo, professore ordinario di Anestesiologia all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha tenuto la lectio magistralis 'The End of the Beginning', dedicata al valore unico e insostituibile della professione dell’anestesista-rianimatore. Per le istituzioni Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, in un videomessaggio ha parlato della riforma delle professioni sanitarie in discussione alla Camera, che circoscrive la responsabilità penale dei professionisti mantenendo ferma la tutela del paziente e il suo diritto a eventuali risarcimenti. "Dobbiamo garantire pienamente il diritto dei cittadini alla sicurezza delle cure - ha precisato - e allo stesso tempo evitare che un professionista sanitario sia costretto a lavorare con il timore permanente di un contenzioso". Velia Bruno, direttrice del Centro nazionale per la clinical governance e l'eccellenza delle cure dell'Istituto superiore di sanità, ha evidenziato il lavoro comune con Siaarti su linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali. "Le evidenze scientifiche e le buone pratiche - ha puntualizzato - non si sostituiscono al giudizio del professionista, lo sostengono, soprattutto quando le scelte diventano più difficili". Icare 2026 - conclude la nota - prosegue fino a sabato 24 ottobre all'Allianz MiCo con 175 sessioni, 330 relatori e 8 percorsi che seguono un caso clinico dall'arrivo in ospedale alla dimissione.

Fonte: Adnkronos

Congresso Icare 2026, Bignami (Siaarti): "Serve attenzione anche all’anestesista che cura"

La presidente, 'spazio all’ascolto e sessioni con percorsi clinici per rappresentare tutte le aree della nostra disciplina'

"Icare 2026 è un congresso pensato per chi si prende cura delle persone. Da qui è nata la domanda: perché non prenderci cura anche di chi si prende cura degli altri? Abbiamo voluto concentrarci sulla professione, affrontando temi nuovi ma anche aspetti che possono sembrare meno importanti, e che invece incidono concretamente sulla vita lavorativa dei nostri professionisti. Quest’anno, per la prima volta, le iscrizioni alla specializzazione in Anestesia e rianimazione hanno invertito un trend negativo, registrando un andamento positivo. Abbiamo quindi cercato di capire quali possano essere le ragioni di questo cambiamento e realizzato, inoltre, uno spazio dedicato al benessere dei nostri anestesisti e rianimatori, con l’obiettivo di comprendere meglio quali fattori possano contribuire al burnout, alla stanchezza e alle difficoltà che si incontrano sul lavoro. Attendiamo i risultati di questa iniziativa, che analizzeremo in occasione di Icare del prossimo anno". Lo ha detto Elena Giovanna Bignami, presidente Siaarti, oggi, all’apertura di Icare 2026, 80° congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, che si svolge all’Allianz MiCo di Milano fino al 24 ottobre.

"Abbiamo predisposto anche uno spazio dedicato ai più piccoli, per consentire agli anestesisti e rianimatori che sono genitori di partecipare al congresso insieme ai propri figli - aggiunge Bignami - Abbiamo messo a disposizione personale specializzato che si occupa dei bambini, così che mamme e papà possano seguire serenamente i lavori congressuali. L’obiettivo è permettere a entrambi i genitori di partecipare, senza che uno dei due debba necessariamente rinunciare, come purtroppo accade ancora spesso alle madri, per occuparsi dei figli".

"Le parole chiave sono sostenibilità, attenzione all’ambiente e innovazione - precisa la presidente Siaarti -. Vogliamo trasmettere un messaggio concreto, che si traduca anche in iniziative pratiche. I temi centrali restano quelli che caratterizzano la nostra disciplina: anestesia, rianimazione, terapia del dolore e medicina intensiva. Affronteremo quindi i diversi aspetti della cura attraverso sessioni dedicate alle principali aree cliniche. Quest’anno abbiamo voluto sperimentare anche una modalità organizzativa diversa, costruendo sessioni con percorsi clinici basati su casi concreti per accompagnare i partecipanti dall’inizio alla fine e rappresentare tutte le aree della nostra disciplina, con il contributo degli specialisti di riferimento. L’obiettivo è offrire un congresso utile, concreto e capace di mettere in dialogo le diverse competenze, mantenendo al centro la qualità dell’assistenza e la cura delle persone".

Nel programma sono stati inseriti anche "approfondimenti sugli aspetti clinici della sostenibilità - illustra Bignami - Affronteremo, per esempio, il tema della scelta dei farmaci in anestesia e cercheremo di capire in che modo le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale possano contribuire concretamente a rendere la pratica clinica più sostenibile. Sono questioni che richiedono un’analisi approfondita e il contributo di professionisti competenti. Per questo le affronteremo coinvolgendo gli specialisti che si occupano direttamente di questi ambiti. Può sembrare un gesto semplice, ma riteniamo importante che anche un congresso dedicato all’anestesia e alla rianimazione contribuisca a diffondere una maggiore consapevolezza ambientale. Abbiamo previsto, per esempio, appositi pannelli e sistemi per il riciclo dei materiali. Per noi è fondamentale che la sostenibilità diventi parte integrante della cultura professionale e delle attività della nostra comunità scientifica".

Fonte: Adnkronos

Grasselli (Siaarti): "Al congresso Icare sessioni su Ecmo, salvavita in critici"

Il vicepresidente di anestesisti e rianimatori, 'in paziente della tragedia di Crans-Montana superata insufficienza respiratoria potenzialmente fatale'

"L’Ecmo è una tecnologia avanzata che si è sviluppata nel corso degli anni e che sta assumendo un ruolo sempre più importante nella gestione dei pazienti critici. Per questo motivo, nel programma del congresso abbiamo voluto riservare alcune sessioni dedicate a questa metodica, oltre a una sessione di simulazione specifica". Così Giacomo Grasselli, vicepresidente Siaarti e presidente eletto per il triennio 2028-2030, intervenendo oggi all’apertura di Icare 2026, 80° congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, all’Allianz MiCo, in programma fino al 24 ottobre a Milano.

"Il sistema Ecmo - chiarisce Grasselli - consente di sostenere, attraverso un circuito extracorporeo, la funzione respiratoria e/o quella cardiaca dei pazienti. Nei casi di gravissima insufficienza respiratoria o di grave insufficienza cardiaca, permette infatti di fornire un supporto esterno all’organismo. Il sangue viene prelevato attraverso cannule inserite nei vasi sanguigni e fatto passare in un circuito dotato di un polmone artificiale, che funziona in modo simile a quello naturale: aggiunge ossigeno al sangue e rimuove l’anidride carbonica. Il sangue viene quindi reimmesso nella circolazione - illustra - Quando il sangue viene prelevato e reintrodotto nel sistema venoso, parliamo di Ecmo veno-venoso, utilizzato principalmente per fornire supporto respiratorio. Quando, invece, il sangue viene reimmesso nel sistema arterioso, si parla di Ecmo veno-arterioso, impiegato quando è necessario sostenere anche la funzione cardiaca, per esempio nei pazienti con shock cardiogeno o in alcuni casi di arresto cardiaco".Questo strumento può cambiare la storia clinica di pazienti particolarmente fragili. "Abbiamo utilizzato l’Ecmo per uno dei pazienti coinvolti nella tragedia di Crans-Montana - precisa l’esperto - Aveva sviluppato una gravissima insufficienza respiratoria, conseguente alle ustioni e a una successiva infezione. L’Ecmo ha fatto la differenza, perché siamo riusciti a salvargli la vita in una situazione in cui stava andando incontro a un’insufficienza respiratoria potenzialmente fatale. Grazie a questo supporto siamo riusciti a superare la fase più critica. Ora è a casa e sta progressivamente recuperando la propria funzione respiratoria". La tecnologia "è in continua evoluzione - conclude Grasselli - Stiamo assistendo a importanti progressi e oggi abbiamo a disposizione macchine e circuiti sempre più performanti. Credo che, con il passare del tempo, il supporto extracorporeo sarà utilizzato sempre più spesso nei pazienti con insufficienza respiratoria e cardiaca grave. Sarà una risorsa sempre più importante perché poter garantire questo tipo di supporto ai pazienti più critici significa, in molti casi, offrire loro una possibilità concreta di sopravvivenza".

Fonte: Adnkronos

Icare 2026, De Robertis (Siaarti): "Con medicina perioperatoria meno complicanze"

'L’obiettivo è costruire una strategia anestesiologica adeguata alle caratteristiche del singolo individuo'

"La medicina perioperatoria svolge un ruolo fondamentale nella riduzione delle complicanze e nella costruzione di percorsi assistenziali coerenti con la patologia e le esigenze del singolo paziente. Nel corso del congresso analizziamo diversi percorsi clinici e strategie di gestione del paziente. Tra questi, affrontiamo anche il 'patient blood management', un approccio finalizzato a ottimizzare la gestione del sangue del paziente e a ridurre, quando possibile, la necessità di trasfusioni e le complicanze correlate. Vengono inoltre approfonditi altri percorsi dedicati ai pazienti fragili, con l’obiettivo di analizzare in modo concreto le strategie di prevenzione e trattamento delle complicanze. L’intento è offrire ai partecipanti strumenti e conoscenze applicabili nella pratica clinica quotidiana, affinché possano portare con sé strategie efficaci per migliorare la sicurezza e la qualità dell’assistenza". Lo ha detto Edoardo De Robertis, responsabile della sezione culturale di Anestesia e medicina perioperatoria Siaarti, oggi a Milano, all’Icare 2026, 80° congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, in programma fino al 24 ottobre. "Si sta lavorando molto, per esempio, sulla preparazione del paziente attraverso la ‘prehabilitation’, ovvero un percorso di preparazione all’intervento che mira a migliorare le condizioni fisiche e biologiche prima dell’operazione - illustra De Robertis - Esistono già diversi studi che ne dimostrano l’utilità, quando i tempi e le condizioni cliniche lo consentono. Questo approccio può essere importante anche per i pazienti oncologici che, in determinate situazioni, possono beneficiare di un percorso di preparazione e riabilitazione per affrontare meglio l’intervento". 

Fonte: Adnkronos

Natoli (Siaarti): "Al congresso Icare la terapia del dolore con percorsi trasversali"

'Tra i casi concreti, la rottura del collo del femore e la gestione del paziente tossicodipendente'

"Il dolore è un tema fondamentale per Siaarti, perché attraversa tutte le nostre discipline: dalla sala operatoria al postoperatorio, dalla terapia intensiva fino alle cure palliative. Durante il congresso affrontiamo questi argomenti in maniera trasversale, con sessioni dedicate, tra gli altri temi, al dolore postoperatorio, al dolore cronico, anche in gravidanza e a quello in pronto soccorso". Lo ha detto Silvia Natoli, responsabile dell’Area culturale Siaarti di terapia del dolore e cure palliative, all’Icare 2026, 80° congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, in corso fino a sabato 24 ottobre a Milano. "Abbiamo proposto percorsi clinici costruiti a partire da casi concreti, seguendo il paziente nelle fasi del suo percorso assistenziale - chiarisce Natoli - Un esempio è il caso di una persona anziana con frattura del collo del femore: partiamo dall’arrivo in pronto soccorso, dove il paziente presenta un dolore importante, per poi affrontare la gestione durante l’intervento e nel postoperatorio. Introduciamo possibili complicanze, per arrivare a discutere anche il ruolo delle cure palliative e della pianificazione delle cure. L’obiettivo è sviluppare il tema in modo diverso dal solito, coinvolgendo tutte le componenti di Siaarti e mostrando come la gestione del dolore richieda un approccio condiviso tra specialisti".

Un altro percorso riguarda i pazienti con dipendenze da sostanze e politraumi. "La parola chiave che più spesso porta al sito della Società scientifica attraverso Google è ‘fentanyl’ - osserva l’esperta - Questo ci ha mostrato quanto l’argomento abbia attirato l’attenzione dell’opinione pubblica. È importante, però, distinguere il fentanyl utilizzato in ambito medico, in anestesia e nella terapia del dolore, dalle sostanze prodotte e distribuite illegalmente, che non offrono le stesse garanzie di qualità e sicurezza - puntualizza - La questione riguarda anche i nostri specialisti. In pronto soccorso, in sala operatoria e in terapia intensiva possiamo incontrare pazienti con dipendenza da eroina o persone in trattamento con metadone e buprenorfina, utilizzati anche nelle terapie di mantenimento. Sono pazienti che possono presentare una tolleranza agli oppioidi e problematiche specifiche nella gestione del dolore e delle emergenze. Per questo abbiamo coinvolto anche i responsabili dei SerD, i Servizi per le dipendenze, con l’obiettivo di favorire una maggiore integrazione tra i professionisti e costruire percorsi di gestione condivisi".

La terapia del dolore in Italia "è in continua evoluzione, ma non è ancora arrivata al livello di sviluppo che dovrebbe raggiungere - afferma Natoli - Permangono difficoltà nell’organizzazione dei percorsi assistenziali e nella presa in carico dei pazienti. Arrivare a uno specialista in terapia del dolore è ancora complicato, sia per ragioni culturali e formative generali, sia perché i centri non sempre riescono a esprimere tutte le loro potenzialità. Mancano, in alcuni contesti, condizioni organizzative e normative adeguate per garantire l’erogazione efficace delle prestazioni. La rete non è ancora sufficientemente capillare e persistono differenze significative tra le regioni italiane. Un passaggio importante riguarda la transizione dai codici di classificazione Icd-9 a quelli Icd-10. Questa evoluzione permette di identificare e classificare in modo più sistematico le procedure di terapia del dolore. Ci auguriamo che l’introduzione dei nuovi codici, prevista nel 2027, contribuisca a rendere le attività svolte dai centri maggiormente riconoscibili anche dal punto di vista amministrativo".

Fonte: Adnkronos