Dolore e dignità: l’anestesista-rianimatore al centro della cura, dall’oncologia al fine vita

Published on October 24, 2025

Secondo giorno di ICARE 2025: focus su dolore oncologico, palliative “in ospedale” e decisioni nel fine vita. Annunciate le date del Congresso SIAARTI ACD 2026 (Riccione, 8–10 aprile 2026).

Roma, 24 ottobre 2025 – Il Congresso Nazionale SIAARTI ICARE 2025 entra nel vivo affrontando anche nella seconda giornata alcuni dei temi più sentiti dalla popolazione: la gestione del dolore e l’accompagnamento nel fine vita. Un tema che non riguarda solo i pazienti oncologici, ma migliaia di persone che convivono con malattie croniche o degenerative e che chiedono cure capaci di rispettare la dignità e la qualità della vita.

Dalle sessioni dedicate al dolore oncologico e alle palliative in ospedale emerge la figura dell’anestesista-rianimatore come riferimento clinico e umano lungo tutto il percorso assistenziale. Al Congresso ICARE si è discusso di dolore cronico e del cosiddetto breakthrough pain, cioè un dolore improvviso e molto intenso che compare all’improvviso anche in pazienti già in trattamento, e che richiede interventi rapidi e personalizzati. Tra i temi più importanti anche le difficoltà di accesso ai centri specializzati e la necessità di una rete nazionale che permetta a ogni cittadino di ricevere un trattamento adeguato e tempestivo.

«Il trattamento del dolore non può essere confinato alle ultime fasi di una malattia», afferma Silvia Natoli, responsabile dell’Area culturale SIAARTI Medicina del dolore e cure palliative. «Troppo spesso la terapia antalgica è considerata un atto dovuto per accompagnare le ultime fasi della vita, e in questi casi spesso arriva tardi o in modo frammentario. Invece può riguardare anche i pazienti con malattie croniche e lunga aspettativa di vita. È dunque essenziale una presa in carico continuativa e multidisciplinare che accompagni il paziente con dolore per tutto il tempo necessario, integrando farmaci, tecniche interventistiche e supporto psicologico. Gli oppioidi, se gestiti in modo appropriato, restano strumenti fondamentali e sicuri. Serve però più conoscenza e meno pregiudizio: il dolore non è un destino inevitabile, ma una condizione che la medicina moderna può e deve controllare».

Le sessioni “L’anestesista-rianimatore protagonista nella gestione del dolore oncologico e cure palliative in ospedale” e “Cure palliative in Terapia Intensiva” affrontano il ruolo delle équipe nella gestione delle decisioni difficili, dal sostegno alle famiglie alla proporzionalità delle cure nei reparti critici.

«In Terapia Intensiva – spiega il dott. Alberto Giannini, responsabile del Comitato Etico SIAARTI – il compito dei medici non è solo o principalmente di prolungare la vita, ma anche di preservarne la qualità. Quando i trattamenti diventano sproporzionati - perché non più clinicamente appropriati o perché troppo gravosi per la persona malata -, è giusto rimodularli in chiave palliativa, continuando a prendersi cura del paziente per alleviare il dolore e ogni forma di sofferenza, e garantendo rispetto e dignità alla persona. È un atto medico, un gesto attento di cura, non una rinuncia».

Il Congresso SIAARTI si conferma così un punto di riferimento per un dibattito che coinvolge non solo i professionisti ma anche la società, toccando temi di grande impatto pubblico: la cura del dolore come diritto, l’etica delle decisioni di fine vita, la formazione alla comunicazione con i pazienti e le famiglie, e l’uso delle nuove tecnologie – dall’intelligenza artificiale al monitoraggio remoto – per una medicina sempre più personalizzata e umana.

Con questo spirito, SIAARTI annuncia il prossimo congresso della sua Area Culturale Dolore e Cure Palliative (ACD), che si terrà a Riccione dall’8 al 10 aprile 2026, per proseguire il confronto scientifico e culturale sul diritto al sollievo e sull’evoluzione delle cure palliative nel sistema sanitario nazionale.